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Dott.ssa Rita Terranova

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  Psicologa Psicoterapeuta

Firenze

Dott.ssa Rita Terranova

Psicologa Psicoterapeuta

Firenze

Iscritta all’Ordine degli psicologi

Della Toscana al n° 4006 

Con abilitazione alla psicoterapia

P.I. 07000370481

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Dott.ssa Rita terranova

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento interpersonale

Firenze

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Non sono né vivo né sano, né morto né malato; allora soltanto comincerò a vivere e a star bene, quando troverò l'uscita di questo labirinto"  F. Petrarca

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Dott.ssa Rita Terranova

Psicologa Psicoterapeuta ad orientamento interpersonale.

Docente, Socia ordinaria dell’Istituto di Psicoterapia analitica (IPA) di Firenze.

Iscritta all’Ordine degli psicologi della Regione Toscana n° 4006 con abilitazione alla Psicoterapia.

Libero professionista vive ed esercita a Firenze in via Sant’Andrea a Rovezzano 30.

 

Zona Rovezzano-Firenze sud

Percorso Professionale 

 

 

Formazione - Eventi formativi

 

 

 

 

Convegni -Conferenze

 

 

Esperienza professionale

Ambiti di intervento 

I disturbi psicologici possono influenzare il benessere emotivo, mentale e relazionale della persona. Possono manifestarsi a livello individuale o nelle relazioni sociali, compromettendo la qualità della vita. Riconoscerli precocemente permette di intervenire con un percorso di psicoterapia efficace.

I disturbi sottoelencati hanno solo un valore esemplificativo.

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È un piacere nascondersi, ma è una tragedia non essere trovati.”


Donald Winnicott

 Attacchi di panico

Episodi improvvisi di intensa attivazione psicofisica accompagnati da paura acuta e senso di perdita di controllo. L’esperienza può essere vissuta come minacciosa e imprevedibile, condizionando profondamente la vita quotidiana.

Disturbi dell’umore

Alterazioni persistenti del tono emotivo che incidono sulla percezione di sé, delle relazioni e del futuro. La sofferenza non è transitoria, ma tende a stabilizzarsi e a compromettere il funzionamento personale.

Senso di colpa nel disturbo ossessivo-compulsivo

Il senso di colpa nel disturbo ossessivo-compulsivo è spesso legato non alle azioni, ma ai pensieri, vissuti come pericolosi o moralmente inaccettabili. La persona si sente responsabile anche di ciò che immagina o teme. Questo genera dubbio e bisogno di controllo. Comprenderne il funzionamento è il primo passo per ridurne l’impatto.

Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)

Conseguenze psicologiche di esperienze traumatiche che non sono state integrate e continuano a ripresentarsi sotto forma di ricordi intrusivi e stati di allerta. La persona può vivere come attuale una minaccia appartenente al passato.

Complesso di inferiorità: impatto psicologico e utostima

Il complesso di inferiorità riguarda una percezione stabile di inadeguatezza e di scarso valore personale. Non si tratta di una semplice insicurezza, ma di un modo strutturato di valutare sé stessi. Questo può influenzare relazioni, scelte e benessere emotivo. Comprenderne il funzionamento permette di intervenire in modo mirato.

Disturbo narcisistico di personalità 

Organizzazione della personalità centrata sul bisogno di riconoscimento e sulla regolazione del senso di valore personale. Dietro l’apparente sicurezza possono emergere vulnerabilità profonde e difficoltà nelle relazioni autentiche.

Disturbi di personalità borderline (DPB)

Instabilità emotiva e relazionale caratterizzata da intensità affettiva, paura dell’abbandono e difficoltà nel riconoscere e gestire emozioni profonde. Le relazioni possono essere vissute in modo alternante e spesso conflittuale.

Ansia per la salute (ipocondria)

Preoccupazione persistente per la propria salute accompagnata da interpretazioni allarmate dei segnali corporei. Il bisogno di controllo e rassicurazione può diventare centrale e difficile da interrompere.

La dipendenza psicologica nelle relazioni

La dipendenza psicologica nelle relazioni è caratterizzata da un forte bisogno dell’altro per mantenere stabilità emotiva e senso di sé. La relazione diventa centrale e difficilmente sostituibile. Questo può limitare autonomia e libertà personale. Comprenderne il funzionamento è il primo passo per modificarlo.

Disturbo paranoide di personalità

Modalità stabile di interpretare la realtà in termini persecutori, con convinzioni di minaccia e intenzioni ostili da parte degli altri. La difficoltà di fidarsi compromette profondamente le relazioni e il senso di sicurezza.

Approccio terapeutico

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L’approccio terapeutico si fonda su una psicoterapia clinica strutturata, orientata da evidenze scientifiche e finalizzata alla comprensione e al trattamento del disagio psichico, emotivo e comportamentale. All’interno di questa cornice, il modello analitico interpersonale integra due livelli di lavoro strettamente connessi: da un lato l’esplorazione dei processi intrapsichici — pensieri, emozioni, conflitti e modalità di funzionamento interno — dall’altro l’analisi delle dinamiche relazionali che nel tempo hanno contribuito a strutturare tali vissuti e che continuano a esprimersi nelle relazioni attuali.

Il presupposto è che l’esperienza soggettiva non possa essere compresa pienamente se isolata dal contesto relazionale in cui si è formata e in cui continua a manifestarsi. Per questo motivo, l’attenzione non si limita ai contenuti interiori, ma si estende alle modalità con cui la persona entra in relazione con gli altri, inclusa la relazione terapeutica stessa, che diventa uno spazio privilegiato di osservazione e comprensione. In questo senso, il lavoro psicoterapeutico non si esaurisce nella consapevolezza dei propri vissuti, ma mira a trasformare nel tempo schemi relazionali e modalità di risposta che possono risultare rigidi o disfunzionali.

L’efficacia di questo approccio è supportata da numerose ricerche, in particolare nel trattamento dei disturbi dell’umore, delle difficoltà legate all’ansia e dei problemi di adattamento nelle relazioni sociali. L’integrazione tra comprensione profonda e intervento sulle dinamiche relazionali consente di promuovere cambiamenti stabili, favorendo una maggiore flessibilità emotiva, una più ampia capacità di lettura delle proprie esperienze e un miglioramento del benessere complessivo.

Questo lavoro prende forma all’interno della seduta terapeutica, intesa come uno spazio strutturato, stabile e riservato, in cui la persona può portare liberamente pensieri, vissuti ed esperienze. La regolarità degli incontri e la definizione chiara del setting costituiscono elementi fondamentali, poiché offrono un contenitore affidabile entro cui il percorso può svilupparsi nel tempo.

La prima seduta rappresenta un momento iniziale di conoscenza e orientamento: è dedicata alla comprensione della richiesta, all’esplorazione del disagio percepito, del suo andamento nel tempo e delle aree di vita maggiormente coinvolte. In questa fase vengono inoltre fornite informazioni sull’approccio terapeutico, sulle modalità di lavoro e sulla frequenza degli incontri, così da permettere una valutazione condivisa della possibilità di intraprendere il percorso.

Nelle sedute successive si procede a un approfondimento progressivo dei contenuti emersi, attraverso un ascolto attento e un’analisi delle modalità emotive, comportamentali e relazionali. Questo processo conduce alla costruzione di un quadro clinico condiviso, che tiene conto sia della storia personale sia dei fattori attuali che contribuiscono al mantenimento del disagio.

A partire da questa formulazione, viene definito un percorso terapeutico personalizzato, costruito sulle specifiche esigenze, risorse e obiettivi della persona. Il lavoro si sviluppa attraverso incontri regolari e si orienta a favorire un cambiamento che non sia solo sintomatico, ma che coinvolga in modo più ampio il modo di vivere le proprie esperienze interne e le relazioni con gli altri. Il percorso si svolge nel rispetto dei tempi individuali e delle caratteristiche uniche di ciascuno, con l’obiettivo di promuovere una maggiore integrazione emotiva, una più ampia libertà di scelta e un equilibrio più stabile nella vita personale e relazionale.