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Dott.ssa Rita Terranova

3397744352
postmaster@ritaterranova.it
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Dott.ssa Rita Terranova
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Iscritta all’Ordine degli psicologi
Della Toscana al n° 4006
Con abilitazione alla psicoterapia
P.I. 07000370481
Studio
Via Sant’Andrea a Rovezzano 30 Firenze
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Il disturbo borderline di personalità è caratterizzato da una marcata instabilità emotiva e relazionale, accompagnata da difficoltà nel mantenere un senso di sé stabile e coerente nel tempo. La persona può sperimentare stati affettivi molto intensi e variabili, che cambiano rapidamente e che risultano difficili da modulare.
Le relazioni interpersonali rappresentano un ambito particolarmente sensibile. I legami possono essere vissuti con grande coinvolgimento emotivo, ma anche con timori profondi di abbandono o rifiuto. Questo può portare a oscillazioni tra momenti di forte vicinanza e fasi di distanza o conflitto.
Un elemento centrale è la difficoltà nella regolazione degli stati emotivi. Emozioni come rabbia, tristezza o ansia possono emergere in modo intenso e talvolta improvviso, rendendo complesso mantenere un equilibrio interno. Queste esperienze non sono semplicemente reazioni eccessive, ma espressione di un sistema di regolazione che fatica a stabilizzarsi.
Anche l’immagine di sé può risultare instabile. La persona può avere difficoltà a percepirsi in modo continuo e coerente, con variazioni nel modo in cui si vede e si valuta. Questo può contribuire a una sensazione di incertezza o di vuoto.
Nel tempo, questo insieme di caratteristiche può incidere sul funzionamento complessivo, rendendo più difficile gestire le relazioni, le emozioni e le situazioni quotidiane.
Il disturbo borderline di personalità si sviluppa attraverso l’interazione di fattori legati alla storia personale, alle esperienze relazionali e alla sensibilità emotiva individuale.
Un primo elemento riguarda una possibile vulnerabilità emotiva, che porta a vivere le emozioni in modo più intenso e rapido rispetto alla media. Questa sensibilità non è di per sé patologica, ma può diventare problematica in assenza di strumenti adeguati per gestirla.
Le esperienze relazionali precoci hanno un ruolo significativo. Contesti caratterizzati da instabilità, incoerenza o difficoltà nel riconoscimento emotivo possono contribuire allo sviluppo di modalità di regolazione meno efficaci. In alcuni casi, possono essere presenti esperienze di trascuratezza o relazioni imprevedibili.
Un altro aspetto riguarda la difficoltà a sviluppare strategie stabili per gestire gli stati interni. Se le emozioni non vengono riconosciute o contenute in modo adeguato, possono risultare difficili da modulare e tendere a manifestarsi in modo più intenso.
Le modalità relazionali apprese contribuiscono al mantenimento del disturbo. La paura dell’abbandono e la difficoltà a fidarsi possono portare a comportamenti che, nel tentativo di proteggere la relazione, finiscono per metterla in difficoltà.
In generale, il disturbo non deriva da una singola causa, ma da un insieme di fattori che, nel tempo, hanno reso più difficile costruire un equilibrio emotivo e relazionale stabile.
I sintomi del disturbo borderline di personalità riguardano principalmente la regolazione emotiva, le relazioni e l’immagine di sé.
Sul piano emotivo, si osservano variazioni rapide e intense dell’umore. Emozioni come rabbia, tristezza o ansia possono emergere con forza e risultare difficili da gestire. La persona può sentirsi facilmente sopraffatta da ciò che prova.
Nelle relazioni, è frequente una forte sensibilità al rischio di abbandono. Anche segnali minimi possono essere interpretati come indicazioni di distanza o rifiuto. Questo può portare a reazioni intense, nel tentativo di mantenere il legame.
Le relazioni possono oscillare tra momenti di idealizzazione e fasi di svalutazione. L’altro può essere percepito inizialmente come molto importante, per poi essere visto in modo negativo quando emergono frustrazioni o delusioni.
L’immagine di sé può risultare instabile. La persona può avere difficoltà a definire chi è, cosa desidera o quali sono i propri obiettivi. Questo può essere accompagnato da una sensazione di vuoto o di mancanza di continuità interna.
Possono essere presenti comportamenti impulsivi o difficoltà nel gestire le reazioni emotive, soprattutto in situazioni di stress o nelle relazioni significative.
Nel lavoro psicoterapeutico, il disturbo borderline di personalità viene affrontato con particolare attenzione alla stabilità della relazione e alla regolazione emotiva.
Un primo obiettivo è costruire un contesto terapeutico prevedibile e coerente, che offra un punto di riferimento stabile. Questo è fondamentale per permettere alla persona di fare esperienza di una relazione diversa, meno instabile e più contenitiva.
Parallelamente, si lavora sulla consapevolezza degli stati emotivi. Riconoscere e dare un nome alle emozioni aiuta a ridurne l’intensità e a renderle più gestibili.
Un aspetto centrale riguarda lo sviluppo di strategie di regolazione emotiva. L’obiettivo non è eliminare le emozioni, ma imparare a tollerarle e a gestirle in modo più efficace.
Si interviene anche sulle dinamiche relazionali, esplorando come si costruiscono i rapporti e quali aspettative o timori li influenzano. Questo permette di sviluppare modalità di relazione più stabili e meno reattive.
Nel modello ad orientamento interpersonale, la relazione terapeutica diventa uno spazio in cui è possibile sperimentare nuove modalità di contatto, basate su maggiore continuità e comprensione reciproca.
Nel tempo, il percorso terapeutico consente di ridurre l’instabilità emotiva, migliorare la qualità delle relazioni e costruire un senso di sé più stabile e coerente.