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Dott.ssa Rita Terranova

3397744352
postmaster@ritaterranova.it
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Dott.ssa Rita Terranova
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze
Iscritta all’Ordine degli psicologi
Della Toscana al n° 4006
Con abilitazione alla psicoterapia
P.I. 07000370481
Studio
Via Sant’Andrea a Rovezzano 30 Firenze
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I disturbi del sonno, e in particolare l’insonnia, non possono essere ridotti a una semplice difficoltà nel dormire, ma rappresentano spesso l’espressione di un’alterazione più ampia nei processi di regolazione emotiva e relazionale. Il sonno, infatti, implica una condizione di abbandono e di sospensione del controllo che, per alcune persone, può risultare difficile o persino minacciosa. In questa prospettiva, l’insonnia non è soltanto un sintomo da eliminare, ma un segnale che rimanda a una tensione interna che fatica a trovare uno spazio di elaborazione.
L’esperienza soggettiva è frequentemente caratterizzata da un’attivazione persistente: il pensiero rimane vigile, talvolta affollato da preoccupazioni, anticipazioni o ruminazioni che si intensificano proprio nel momento in cui la mente dovrebbe rallentare. Il corpo, parallelamente, può mantenersi in uno stato di allerta, rendendo difficile l’addormentamento o favorendo risvegli frequenti e un sonno poco ristoratore. Il tentativo di “forzare” il sonno o di controllarne l’andamento finisce spesso per amplificare il problema, creando un circolo in cui la paura di non dormire diventa essa stessa un fattore di mantenimento dell’insonnia.
Nel tempo, questa condizione può incidere in modo significativo sul funzionamento quotidiano. La stanchezza, la difficoltà di concentrazione, l’irritabilità o una ridotta tolleranza allo stress non sono solo conseguenze della mancanza di sonno, ma contribuiscono a loro volta ad aumentare la vulnerabilità emotiva. Si crea così una dinamica circolare in cui la notte e il giorno si influenzano reciprocamente: le tensioni non elaborate durante il giorno trovano spazio nella notte, mentre la scarsa qualità del sonno rende più difficile affrontare le richieste della vita quotidiana.
Da una prospettiva interpersonale, l’insonnia può essere letta anche in relazione ai contesti di vita e alle dinamiche relazionali in cui la persona è coinvolta. Periodi di cambiamento, conflitti non espressi, responsabilità percepite come eccessive o difficoltà nel riconoscere e comunicare i propri bisogni possono contribuire a mantenere uno stato di attivazione costante. In questo senso, la notte diventa uno spazio in cui ciò che durante il giorno resta sullo sfondo tende a emergere con maggiore intensità, rendendo difficile quel processo di distensione necessario al sonno.
L’intervento psicoterapeutico ad orientamento interpersonale si propone di comprendere il significato dell’insonnia all’interno dell’esperienza complessiva della persona, piuttosto che affrontarla esclusivamente come un problema tecnico da risolvere. Attraverso l’attenzione al “qui e ora”, il lavoro terapeutico consente di individuare le connessioni tra le difficoltà del sonno e le modalità con cui il soggetto vive le proprie emozioni e relazioni, rendendo progressivamente più chiari i fattori che alimentano lo stato di attivazione.
All’interno della relazione terapeutica, diventa possibile sviluppare una diversa modalità di rapporto con i propri stati interni, riducendo la necessità di controllo e favorendo una maggiore capacità di lasciar andare. Il percorso non mira semplicemente a “insegnare a dormire”, ma a creare le condizioni affinché il sonno possa emergere come esito di un equilibrio più ampio. In questo senso, il recupero di una qualità del sonno più stabile si accompagna a una maggiore continuità dell’esperienza emotiva e a una più autentica possibilità di contatto con sé stessi e con gli altri.